Anche
per Sant'Ermete troviamo la prima testimonianza scritta del
suo culto nella nostra città negli Statuti di Blera dell'anno
1515.
Infatti, dopo la citazione di rito dovuta a San Vivenzio ed
a San Sensia, leggiamo l'invocazione ad altri due patroni: San
Nicola e Sant' Ermete.
Al primo il popolo blerano volle dedicare una chiesa, ma tralasciò
poi di celebrarne la festa, che rimase limitata agli uffici
religiosi.
Vive, invece, ancora oggi, il culto di Sant'Ermete, la cui festa,
iscritta
negli Annali ecclesiastici al 28 agosto, viene celebrata, per
evidenti motivi di praticità, l'ultima domenica del mese
citato con un
prolungamento - almeno negli anni passati - al lunedì
successivo.Oggi non si avverte più il bisogno di continuare
la festività per due giorni.
La civiltà dei consumi ha trasformato l'anno in una successione
di feste, nelle quali, a volte, l'elemento religioso viene trascurato.
Sant'Ermete però, a differenza di San Vivenzio e San
Sensia, non ha lasciato tracce nelle leggende e nell'immaginario
popolare blerano e se, oggi, si chiede chi sia stato o che cosa
abbia fatto questo Santo, si avverte una certa difficoltà
ad individuarlo e rappresentarlo.
Eppure per la Chiesa egli rappresenta una tigura importante
ed il suo culto persiste e si mantiene vivo in varie città
e paesi. Ad esempio, nella Provincia di Viterbo, è protettore
e Santo veneratissimodi Ischia di Castro, dove il suo culto
è profondamente sentito dall'anima popolare. Anche Acquapendente
conserva e celebra il culto del Santo Martire.
Non resta altro che affidarci agli atti ufficiali della Chiesa
e agli studi di storici ed archeologi per individuarne le tracce
del suo passaggio terreno. Nelle rappresentazioni iconografiche
Ermete appare
sempre vestito con indumenti militari; è un guerriero
romano, destinato sempre alla vittoria ed alla pace del trionfo.
La sua identificazione con un Prefetto della Roma imperiale
(carica altissima della amministrazione militare e civile dell'Urbe),
convertitosi con i suoi familiari e la gente al suo servizio
alla nuova
fede, verso la fine del primo secolo, deve essere corretta.
Era sempre, e con buone probabilità, un importante funzionario
della Prefettura di Roma, e la sua morte, avvenuta col martirio,
deve essere
spostata al terzo secolo.
Una scoperta epigrafa, assai importante. avvenuta all'inizioo
di questo secolo, ci porta ad individuarne il luogo della sepoltura
in un cimitero lungo la via Salaria. Le indagini archeologiche
confermano che i resti cimiteriali risalgono al terzo secolo
e, quindi, classificano Ermete come il più antico dei
nostri patroni. Si spiega anche così la mancanza di notizie
certe e la scarsa diffusione della sua leggenda. Ma l'importanza
di questo Santo è messa in grande evidenza dagli onori
che. nel corso dei secoli, Papi e Fedeli gli hanno voluto tributare.
Primo tra tutti il Papa Damaso che, verso la fine del quarto
secolo, con ogni probabilità fece iniziare la costruzione
della basilica, a lui dedicata, sul luogo della sepoltura. Con
l'andare del tempo il culto del Santo si diffuse prima in Italia,
poi in Europa. Ed un giorno imprecisato, non sappiamo come,
la fama della sua vita virtuosa giunse anche a Blera ed il popolo
blerano lo adottò come suo protettore da aggiungere ad
altri più noti.
A volte la fede compie un percorso che non è possibile
giustifìcare e comprendere con l'aiuto della ragione
ma, non per questo, l'impulso a credere risulta meno efficace
anzi, abbastanza spesso, è
sinceramente meglio accettato e giustificato.
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